Open Access e APCs

L’Open Access (OA) è un movimento nato nel mondo accademico per la condivisione e la crescita della conoscenza attraverso il libero accesso ai risultati della ricerca assicurandone la massima visibilità e utilizzo.

L'OA si basa su 3 principi:

  • la conoscenza come bene comune
  • la comunicazione scientifica più è aperta più è ricca
  • i risultati delle ricerche finanziate con fondi pubblici devono essere pubblicamente disponibili

Sulla base di quest'ultimo principio, oltre 600 enti di ricerca in tutto il mondo hanno adottato politiche per l'obbligo di deposito in un archivio open access. Fra queste ci sono Telethon, CERN di Ginevra, Harvard University, National Institutes of Health (NIH), MIT di Boston, World Bank, European Research Council, Unione Europea con Horizon 2020 (che prevede l'obbligo di rendere disponibili in Open Access tutte le pubblicazioni), e, in Italia, la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) che supporta gli atenei italiani nella predisposizione di policy e regolamenti sull’Accesso Aperto alla letteratura scientifica.

I benefici per il ricercatore che adotta l'OA per i prodotti della propria ricerca possono essere quantificati in termini di riconoscimento, prestigio e citazioni.
L'OA nasce infatti dai ricercatori stessi, come canale alternativo di diffusione dei risultati della ricerca, in antitesi con il sistema di comunicazione scientifica basato sulla pubblicazione in riviste commerciali a pagamento, che genera due casi:

  • i risultati sono accessibili solo attraverso costosissimi abbonamenti (chi non paga non vede)
  • ogni istituzione paga le proprie ricerche 4 volte: con lo stipendio del ricercatore, con il finanziamento della ricerca e, una volta che questa viene pubblicata, con gli abbonamenti alle riviste scientifiche e con i diritti di riuso per le riproduzioni.

Fin dal suo avvio l'OA si è dotato, a livello internazionale e nazionale, di linee guida e regolamenti.
Questi sono i principali riferimenti normativi:

Approfondimenti

Giovanni Salucci, Glossario dell'open access (2016, CC BY NC SA 4.0) [pdf]
Maria Chiara Pievatolo, Accesso aperto. Che cos’è? F.A.Q. & Answers (ROARS, 2013)
Paola Galimberti, Sei miti da sfatare a proposito di Open Access (ROARS, 2015) 

Ci sono 2 vie all'Open Access: Green Road Gold Road.

Green Road

È l'autoarchiviazione gratuita in archivi istituzionali o tematici aperti da parte degli autori delle loro pubblicazioni scientifiche. 
Questa via non modifica in alcun modo le abitudini di pubblicazione dell’autore che continua a scegliere la rivista e l’editore commerciale di riferimento, ma poi deposita (autoarchivia) nel repository il proprio contributo, nella versione consentita dall'editore per l'accesso aperto.
Questa è la via scelta dal Regolamento Open Access dell'Università Ca’Foscari. È sempre raccomandabile depositare i propri contributi scientifici nell'archivio aperto istituzionale: preprint in attesa di pubblicazione oppure contributi già apparsi in riviste e volumi (nelle versioni postprint o published version) di editori che consentono agli autori accademici di archiviare i propri lavori nei repository istituzionali al fine di garantirne l'accesso universale e la conservazione nel tempo.
Molti editori consentono l'archiviazione del postprint nei repository istituzionali dopo un periodo di embargo di 6-12 mesi. Le policy degli editori sono consultabili nel database Sherpa/RoMEO.
L’autore può inoltre pubblicare in riviste Open Access, peer reviewed, senza costi di abbonamento per il lettore. Alcune richiedono un contributo per le spese di pubblicazione. Si inoltre stanno sviluppando iniziative di monografie Open Access
Edizioni Ca’Foscari è l’editore Open Access dell’Ateneo.

Gli archivi disciplinari invece raccolgono i lavori dei ricercatori classificandoli per disciplina o per gruppo di discipline, indipendentemente dall’istituzione cui appartengono. Tra gli archivi disciplinari più famosi ci sono: ArXiv, RePEc, SSRN, PubMed Central.

Gold Road

Consiste nel rendere disponibile il proprio contributo previo un pagamento sostenuto dall’autore/istituzione.
La fee consentirà l’immediato accesso del proprio articolo, senza l’applicazione di alcun tipo di embargo.
Ci sono diverse forme di Gold Open Access:

  1. Riviste OA gratuite per chi legge, ma che chiedono a chi pubblica. Alcune riviste ad accesso aperto possono infatti applicare delle tariffe agli autori per la pubblicazione degli articoli. E' un modo per coprire le spese editoriali e di pubblicazione. 
  2. Riviste commerciali (o ibride) gratuite per chi legge, ma a pagamento per chi scrive. Offrono agli autori la possibilità di rendere accessibile solo il proprio contributo, partecipando alla spesa detta APC (Article Processing Charges). In questo caso si pone il problema della moltiplicazione dei costi per le istituzioni che, oltre agli abbonamenti alle riviste, devono pagare anche queste quote (Hybrid open access – an analysis)

Pubblicare in testate ad accesso aperto e depositare il proprio lavoro in un archivio istituzionale (repository), consente non solo di rendere conto dei finanziamenti ricevuti, ma anche di avere un’ampia distribuzione e citazione delle proprie ricerche. I documenti depositati nei repository o pubblicati in riviste OA hanno una risonanza e una disseminazione maggiori perché letti dalla comunità scientifica internazionale: aumentando le citazioni, crescono anche la visibilità e l’impatto dell’autore (Why Open Research?).

In questo nuovo scenario gli autori devono prestare molta attenzione al fenomeno dei cosiddetti Predatory Open Access Publishers, editori di dubbia fama che propongono di pubblicare in riviste ad accesso aperto, previo pagamento di un contributo, senza però garantire la peer review, ben illustrato nell'articolo di John Bohannon Who's Afraid of Peer Review?.

Per verificare l'affidabilità della rivista su cui si intende pubblicare, è possibile consultare i seguenti siti:

Da segnalare che anche nel versante delle monografie c'è una lenta ma progressiva evoluzione: ci sono sempre più libri in formato digitale e spesso Open Access, come risulta da Directory of Open Access Books (DOAB).

Letteratura ad accesso aperto non significa letteratura esente da costi.
I costi di gestione degli archivi aperti (ARCA ad esempio) vengono supportati dalle istituzioni, e il deposito è gratuito solo per gli autori.

Oggi sempre più spesso gli editori commerciali offrono la possibilità di pubblicare contributi scientifici ad accesso aperto all'interno di riviste o pubblicazioni che richiedono il pagamento di un abbonamento. Si parla in questo caso di riviste ibride: riviste per le quali è previsto comunque un costo di abbonamento, ma in cui alcuni articoli possono essere accessibili in virtù del costo sostenuto dall’autore o dall'istituzione.
Si tratta delle APCs - Article Processing Charges, i cui importi possono essere previsti nel budget iniziale della ricerca.

Se l'Open Access immediato, mediante la gold road, è spesso a pagamento, l'Open Access mediante archiviazione nel repository istituzionale (green road) è sempre gratuito.

Ca' Foscari ha sottoscritto con CRUI-CARE alcuni contratti che prevedono sconti o agevolazioni per gli autori sul pagamento delle APCs  se scelgono di pubblicare in Open Access. 

In questo modo, l'articolo sarà accessibile liberamente anche in riviste commerciali, corredato con la licenza d'uso appropriata (generalmente Creative Commons).

Di seguito l'elenco dei contratti e le informazioni specifiche ad uso degli autori.

APS - American Physical Society

Cosa prevede il contratto: l'autore non sostiene le spese dell'APC
Durata del contratto: 2018   
LicenzaCC-BY 
Dettagli: Ca' Foscari ha aderito al progetto SCOAP3 (Sponsoring Consortium for Open Access Publishing in Particle Physics) grazie al quale gli autori non devono sostenere spese per pubblicare in OA nelle seguenti riviste:

  • Physical Review C  
  • Physical Review D  
  • Physical Review E  
  • Physical Review Letters

RSC Gold - Royal Society of Chemistry

Cosa prevede il contratto: l'autore può beneficiare di uno sconto sul costo dell'APC
Durata del contratto: 2017 - 2019
Sconto:

  • 2018: 15%
  • 2019: 15%         

LicenzaCC-BY o CC-BY-NC

Open Science Monitor

Da pochi giorni online, l'Open Science Monitor segnala le novità in tema di Open Access e Open Science.
In particolare raccoglie tempestivamente i più rilevanti indicatori riguardo lo sviluppo dell'Open Science in Europa e a livello mondiale.
Il sito è a cura dell'Unione europea e supporta iniziative come Open Science Policy Platform e l'Open Science Cloud.

Dall'open access all'open science

Il diffondersi dei principi che hanno favorito lo svilupparsi del movimento OA e la presa di coscienza delle problematiche che l'OA comporta ha portato la comunità scientifica, le istituzioni e tutti gli attori coinvolti nella produzione e diffusione della ricerca a spingersi oltre il libero accesso agli articoli: il nuovo obiettivo è l'open science.

Il movimento dell'open science, che vede tra i suoi fondatori lo scienziato Barend Mons, vuole rendere la ricerca scientifica e la diffusione dei dati e dei risultati accessibili a ogni livello di studio, dai semplici cittadini ai professionisti del settore (peer) nel rispetto della riservatezza dove richiesto.

La condivisione dei dati implica però problemi di conservazione, di accesso, di integrità, di licenze. Infatti i dati, per essere davvero open, devono essere accessibili, ricercabili, utilizzabili, valutabili e comprensibili o, per usare un acronimo inglese, devono essere FAIR – FindableAccessibleInteroperableReusable (Barend Mons et al., The FAIR Guiding Principles for scientific data management and stewardship in Scientific Data, 2016).

Per maggiori approfondimenti, potete consultare il sito della Commissione europea Open Science che promuove l'European Open Science Cloud (EOSC), un ecosistema basato su infrastrutture già esistenti il cui obiettivo è offrire servizi a tutti i livelli per gestire, condividere e riutilizzare i dati della ricerca in sicurezza e nel rispetto delle norme (Realising the European Open Science Cloud - pdf).

Ca' Foscari ha aderito alle Dichiarazioni di Berlino e Messina e promuove l'Open Access attraverso il repository istituzionale ARCA e la casa editrice Edizioni Ca’ Foscari (ECF), che pubblica riviste e collane monografiche in tutti gli ambiti della ricerca accademica in formato digitale aperto.

Inoltre organizza eventi nell'ambito di iniziative internazionali come l'Open Access Week, i cui documenti e filmati si possono consultare nella sezione di Phaidra Ca’ Foscari Eventi.

Last update: 05/07/2018