Chi sono i 19 'Marie Curie' Fellow di Ca' Foscari

A Ca’ Foscari cresce anno dopo anno la comunità dei ricercatori vincitori delle prestigiose fellowship intitolate a Marie Skłodowska-Curie, la prima donna Premio Nobel.

I risultati della call 2018 sono stati resi noti dalla Commissione europea proprio nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico: Ca’ Foscari conta 19 borse, balzando al sesto posto tra gli atenei europei. Come conferma Repubblica.it  “tra le università italiane è Ca' Foscari a migliorare il primato nazionale che già deteneva: Venezia sale al sesto posto tra gli atenei europei dietro alle università di Copenhagen, Cambridge, Oxford, all'Imperial College London e a Birmingham e davanti a istituzioni prestigiose come la Queen Mary London, l'University College London, Leuven, l'Epfl di Losanna e l'ETH di Zurigo”.

Dietro ogni borsa c’è un progetto di formazione e ricerca ambizioso, ma soprattutto storie di ricercatrici e ricercatori preparati e tenaci ai quali una ‘Marie Curie’ cambia la vita e apre nuove prospettive di carriera. Alcune informazioni per iniziare a conoscerli.

Le 12 Global Fellowship

Sabrina Minuzzi è una storica, esperta di libri antichi e storia della medicina. Negli ultimi anni ha collaborato a un progetto ERC di Oxford sulla diffusione e ricezione del libro a stampa del XV secolo. Grazie alla Marie Curie si occuperà di storia della circolazione di piante e relativi saperi medicinali in età moderna, tra la Brown University (Usa) e il Dipartimento di Studi Umanistici di Ca’ Foscari, dove avrà come supervisor il professor Mario Infelise

Anche Andrea Brazzoduro proviene da Oxford dove ha già condotto un progetto Marie Curie e ha lavorato sulla storia transnazionale della guerra d’indipendenza algerina. Il nuovo progetto torna sull’Algeria, considerando antifascismo e terzomondismo. Dopo due anni all’Università di Tlemcen, proseguirà la ricerca al Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali sotto la supervisione del professor Matteo Legrenzi.

La storica Elena Bacchin, proveniente dalla Queen Mary University of London, realizzerà un’indagine transnazionale che esamina la natura, le rappresentazioni e il ruolo internazionale dei prigionieri politici italiani durante il XIX secolo. La ricerca la porterà alla Columbia University di New York e poi al Dipartimento di Studi Umanistici di Ca’ Foscari, con la supervisione del professor Simon Levi Sullam.

Cristina Blanco Sio-Lopez è assistant professor in Cultura e Politica Europea all'Università di Groningen, dopo essere stata Santander Senior Fellow all'Università di Oxford. Andrà all’Università di Pittsburgh, al Centro di studi europei, per occuparsi di Schengen e della libertà di movimento in Europa nell’ultimo trentennio. A Ca’ Foscari sarà al Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali sotto la supervisione del professor Matteo Legrenzi.

Matteo Benussi è un antropologo e si occuperà del patrimonio culturale islamico in Russia. Proviene da Cambridge e svolgerà la ricerca per un biennio a Princeton, per poi concludere lo studio al Dipartimento di Studi Umanistici con il professor Gianluca Ligi.

Mattia Zangari è un filologo che si è occupato delle biografie di sante e nel suo progetto Marie Curie tratterà di donne, religione e malattia mentale nel Medioevo e nella prima Età moderna. Finora all’Università di Firenze, andrà a Toronto e poi al Dipartimento di Studi Umanistici con la supervisione del professor Antonio Montefusco.

Monia Chies è un’antropologa che sta concludendo il dottorato in Tibetologia e Antropologia alla Humbold University di Berlino. Studierà le dinamiche idro-sociali in nel bacino idrografico delle "Tre Sorgenti" che comprende il fiume Giallo, il fiume Azzurro e il Mekong. Andrà alla University of Auckland per un biennio e concluderà il progetto al Dipartimento di Economia con il professor Francesco Vallerani.

Linda Armano, antropologa culturale, svolgerà la sua ricerca alla Università della British Columbia e al Dipartimento di Management, dove, supervisionata dal professor Vladi Finotto, studierà le interpretazioni culturali e sensoriali che hanno dato vita ai concetti di miniere e diamanti ‘etici’ nel contesto globale, grazie all’analisi di ricerche di mercato. 

Sonia Favi è docente a contratto al Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea a Ca’ Foscari, dove tornerà per concludere la Marie Curie dopo due anni alla Università Ritsumeikan di Kyoto. Con la supervisione del professor Bonaventura Ruperti si occuperà del Giappone del periodo Tokugawa (1603-1868).

Luca Lombardo è italianista alla Notre Dame University. Tra l’Università di Toronto e il Dipartimento di Studi Umanistici di Ca’ Foscari si occuperà della cultura dei testi vernacolari nella Toscana dantesca, seguito dal professor Tiziano Zanato.

Matteo Favaretto è un filologo ed esperto di letteratura italiana. Trascorrerà un periodo alla Notre Dame University nell’Indiana, per poi spostarsi Al Dipartimento di Studi Umanistici di Ca’ Foscari, dove verrà seguito dal professor Tiziano Zanato. La sua attività di ricerca indagherà la presenza di determinati componimenti in lingua volgare nella letteratura italiana dal XII al XVI secolo.

Maria Chiara Rioli, storica dell’Università Paris-Est Marne-la-Vallée, si dividerà tra la Fordham University e il Dipartimento di Studi sull’Asia e Africa Mediterranea di Ca’ Foscari per analizzare l’attività dell’Associazione cattolica di San Giacomo e la sua influenza nei rapporti tra la comunità cristiana e quella ebraica contestualmente al conflitto israelo-palestinese, sotto la supervisione dalla professoressa Marcella Simoni.

Le 7 European Fellowship

Tamar Blickstein è un’antropologa americana, postdoc alla Freie di Berlino. Verrà a Ca’ Foscari, al Dipartimento di Studi Umanistici, per condurre una ricerca sugli effetti della deforestazione sulle popolazioni del Chaco, in Sudamerica, con la supervisione della professoressa Valentina Bonifacio.

Chiara Mannoni, storica dell’arte dell’Università di Auckland, passerà i prossimi tre anni presso il Dipartimento di Filosfia e Beni Culturali di Ca’ Foscari per indagare l’origine della protezione legale del patrimonio artistico e culturale, seguita dalla professoressa Chiara Piva.

Federico D'Onofrio è storico dell’economia presso l’Università di Losanna. A Ca’ Foscari porterà avanti la sua ricerca presso il Dipartimento di Management, focalizzandosi sulla storia dell’agricoltura europea, supervisionato dal professor Giovanni Favero.

Niccolò Maffezzoli, fisico del CNR, si sposterà al Dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica per realizzare un progetto sull’impiego dell’intelligenza artificiale per lo studio delle carote di ghiaccio, sotto la supervisione del professor Carlo Barbante.

Urska Lampe, storica dell’ IRRIS, Institute for Research, Development and Strategies of Society, Culture and Environment di Primorska, porterà a Ca’ Foscari un progetto incentrato sui prigionieri di guerra italiani in Yugoslavia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Verrà seguita dal professor Alessandro Casellato, al Dipartimento di Studi Umanistici.

Anna Gasperini, esperta di storia, cultura e medicina vittoriana presso la National University of Ireland, condurrà uno studio sui vari aspetti della nutrizione all’interno della letteratura per bambini nell’Inghilterra e nell’Italia del XIX secolo. Verrà seguita dalla professoressa Laura Tosi al Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati

Ali Kharrazi, ricercatore all’Univesità di Tokyo, si dividerà tra il Dipartimento di Scienze Ambientali Informatica e Statistica e il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, dove si occuperà di sostenibilità ambientale, studiando l’impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare. Il suo progetto sarà supervisionato dal professor Carlo Carraro.

La selezione tra 10mila candidati

Alle Marie Skłodowska-Curie Individual Fellowships, parte del programma europeo 'Horizon 2020' per la ricerca e l’innovazione, la Commissione Europea quest’anno ha dedicato 273 milioni di euro, con un incremento di 24,3 milioni sull’edizione precedente. Da quasi 10mila domande sono stati selezionati 1.351 vincitori.

Le borse ‘Marie Curie’ finanziano ricercatori esperti e talentuosi che intendono portare avanti un proprio progetto di ricerca in una istituzione a loro scelta in un paese diverso da quello in cui lavorano attualmente. Promuove, quindi, la circolazione dei talenti e la creazione di nuove collaborazioni tra università ed enti di ricerca di tutto il mondo.

Il prossimo bando scade l'11 settembre 2019. Tutte le info nella pagina web dedicata.

Enrico Costa