Ricerca e didattica

L’attività di ricerca del Centro Studi RiVe ha come campo di indagine privilegiato la cultura figurativa del lungo Rinascimento veneziano (XIV-XVII sec.).

Ponendosi idealmente come luogo di incontro, confronto e scambio sul piano epistemologico e metodologico, RiVe intende sviluppare una prassi di ricerca partecipata e collaborativa, in cui al dibattito teorico si affianca la sperimentazione di strumenti critici e interpretativi capaci di render conto della complessità delle immagini - della loro vitalità, della dimensione agente oltre che della loro esistenza materiale e immateriale - e dei loro contesti.

A questa vocazione risponde segnatamente il Laboratorio RiVe, nato come luogo permanente di incontro tra studenti, studiosi e ricercatori, in cui vengono proposte, discusse e approfondite ricerche in corso. Ad esso si affianca un ciclo annuale di seminari che prevede la partecipazione di ospiti internazionali, oltre naturalmente all’organizzazione periodica di worshop tematici, giornate di studi e convegni.
Il Centro, in linea con la propria missione istituzionale, si propone inoltre di incoraggiare e sostenere la produzione scientifica, supportando la pubblicazione di articoli, saggi e libri e materiali di alta divulgazione.

Seminari

Novembre 2020-maggio 2021 – "Venezia e l'altro. Immagini, saperi, contesti"

Université franco-italienne - Università Italo Francese

Il Centro Studi RiVe organizza ogni anno un ciclo di seminari a partire da un tema specifico, con ospiti internazionali provenienti da diversi ambiti disciplinari.
Oltre che l’occasione per valorizzare l’attualità della ricerca, i seminari intendono favorire il dialogo fra specialisti soprattutto sul piano metodologico. Gli incontri sono aperti a studiosi, studenti e ricercatori, oltre che a coloro che nutrono un vivo interesse per il Rinascimento veneziano.

Il ciclo di seminari 2020/2021 ha ricevuto il label e il sostegno finanziario dell’Université franco-italienne.

A cura di: Valentina Sapienza
Sede e orari: i seminari si tengono in modalità telematica

È necessaria la prenotazione all’indirizzo  rive@unive.it.
Le istruzioni e il link vengono forniti al momento della prenotazione.

Calendario appuntamenti

  • 11 novembre 2020
    Michel Hochmann, direttore di ricerca (École Pratique des Hautes Études), “Nuove ricerche attorno al mecenatismo dei Grimani”
    Con la collaborazione scientifica della Direzione regionale Musei Veneto e di Palazzo Grimani.
  • 17 dicembre 2020
    Gabriele Matino, ricercatore indipendente e collaboratore scientifico di Save Venice. “Appunti per Vittore Carpaccio: novità, proposte e problemi”
  • 14 gennaio 2021
    Anna Bellavitis, professoressa ordinaria (Université de Rouen Normandie) - Matteo Pompermaier, ricercatore (Stockholm University), "’Delli forestieri che entrano in l’arte': stranieri e mercato del lavoro negli statuti delle corporazioni veneziane (XVI -XVIII secolo)"
    Con la collaborazione scientifica della Biblioteca Correr (Fondazione Musei Civici)
  • 28 gennaio 2021
    Gianmario Guidarelli, ricercatore (Università degli Studi di Padova), "La ricostruzione rinascimentale di San Giorgio Maggiore: verso un nuovo modello di monastero"
  • 18 febbraio 2021
    Maria Adank (Università degli Studi di Pisa - Università di Verona) e Nicolas Moucheront (École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi - Università Iuav di Venezia), “L'entrata di Morosina Morosini nel 1597 e il cantiere della corte di Palazzo Ducale nel primo Seicento”
  • 11 marzo 2021
    Jean-François Chauvard, professore ordinario (Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne) - Teresa Bernardi, post-doc progetto ANR «Processetti» (Università degli Studi di Padova), “Disciplinare il matrimonio, tracciare la mobilità, riconoscere le relazioni: alcune considerazioni sui processetti matrimoniali veneziani (XVI-XVIII secolo)"
  • 15 aprile 2021
    Valentina Sapienza, professoressa associata (Università Ca’ Foscari Venezia) - Jacopo Cossu, collaboratore scientifico, progetto ANR «Processetti», “L’apprendistato dei mestieri della Fraglia a Venezia: foresti e stranieri tra protezionismo e innovazione”
  • 29 aprile 2021
    Isabella Cecchini, ricercatrice (CNR, Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea), “Gli 'Studi di musica' nella Venetia di Francesco Sansovino (1581). Collezionare suoni a Venezia nel Cinquecento”
  • 6 maggio 2021
    Nicoletta Giordani (direttore del Museo ARcheologico Nazionale della Laguna di Venezia): “L'isola di Lazzaretto Vecchio (Ve) nel XV-XVIII secolo: nuove testimonianze come luogo di Sanità pubblica della Serenissima”
    Il seminario sarà seguito da una visita al Lazzaretto vecchio in data da programmare.
    Con la collaborazione scientifica della Direzione regionale Musei Veneto e del Museo Nazionale Archeologico della Laguna

Laboratorio RiVe

Il Laboratorio RiVe è un luogo di incontro permanente che consente a ricercatori, studiosi e studenti di discutere in itinere le prospettive e i risvolti delle proprie ricerche, promuovendo uno scambio dialettico orizzontale in cui vengano valorizzate le competenze dei singoli partecipanti secondo un approccio interdisciplinare.
Gli incontri, organizzati con cadenza mensile, dialogheranno con la programmazione seminariale e i progetti di ricerca del Centro.

Per partecipare è necessario inviare un'email a  rive@unive.it.

Progetti di ricerca

Questa sezione accoglie progetti di ricerca nazionali e internazionali promossi dal Centro Studi, affini agli obiettivi di ricerca di RiVe.

GAWS. Garzoni: Apprenticeship, Work and Society in Early Modern Venice, XVI-XVIII centuries

Il progetto bilaterale franco-svizzero "GAWS: Apprenticeship, Work and Society in Early Modern Venice, XVI-XVIII centuries" (2014-2019), finanziato dall’ Agence Nationale de la Recherche francese e dal Fond National Suisse, si basa sullo studio di una fonte assolutamente eccezionale, custodita presso l’Archivio di Stato di Venezia: gli Accordi dei Garzoni della Giustizia Vecchia. Essa include all’incirca 53.500 accordi di garzonato, stipulati tra il 1573 e il 1772, fra i maestri delle numerosissime arti veneziane e i loro apprendisti. I documenti in questione forniscono informazioni precise circa i principali attori degli accordi (maestri, garzoni e garanti), la professione insegnata ai zovani e le condizioni in cui gli apprendisti svolgevano la loro formazione. Per ogni accordo, si precisano ad esempio la durata dell’apprendistato, le condizioni di accoglienza del garzone presso la bottega, la cui localizzazione nel tessuto urbano e l’insegna sono spesso indicate, nonché l’eventuale compenso offerto all’apprendista durante la formazione.

Trattandosi di una fonte strutturata in maniera schematica che ripropone sempre lo stesso tipo di informazioni, si è optato per la costruzione di un semantic database (trascrizione semi-automatica) completamente Open access, grazie al quale sarà possibile analizzare il contenuto dei documenti, prediligendo tre diverse prospettive di indagine:

  1. economia dell’apprendistato;
  2. apprendistato, arte e architettura;
  3. apprendistato, famiglia e genere.

Tra gli obiettivi del progetto GAWS c’è anche la visualizzazione della localizzazione delle botteghe nel tessuto urbano veneziano e delle origini geografiche di maestri, garzoni e garanti su scala europea.
Il database, accessibile attraverso un’interfaccia che consentirà di incrociare tutti i campi annotati dagli schedatori, affinché gli storici possano personalizzare la loro ricerca, costituirà la più ampia fonte di informazione sull’apprendistato in epoca moderna.


MAR.VEN

Il progetto MAR.VEN costituisce la prosecuzione logica del progetto ANR/FNSF (2015-2018): GAWS Garzoni. Apprenticeship, Work, Society, che ha beneficiato dei finanziamenti dall'Agenzia Nazionale della Ricerca (ANR) e dal Fondo Nazionale Svizzero per la Scienza (FNS), per il periodo 2014-2019. 

MAR.VEN intende offrire alla comunità scientifica uno strumento ulteriore per accompagnare i risultati del progetto GAWS. Si tratta della digitalizzazione e annotazione degli statuti (mariegole) dei mestieri veneziani, redatti durante il XV secolo e riformati all'inizio di quello successivo, conseguentemente alla costituzione di una nuova magistratura di controllo (Savi alle mariegole). Mentre i primi statuti corporativi sono stati interamente pubblicati all'inizio del XX secolo (G. Monticolo, "I capitolari delle arti veneziane sottoposte alla Giustizia e poi alla Giustizia vecchia dalle origini al MCCCXXX", Roma 1896-1914), le successive stesure e gli statuti dei nuovi mestieri sono stati raramente oggetto di studio sistematico.

Il XVI secolo, a seguito dei nuovi equilibri del commercio internazionale, fu per l'economia veneziana un stagione di profonda riorganizzazione. In un contesto di crisi, le élites mercantili, sia nobili che borghesi, si rivolsero sempre più nelle attività artigianali e industriali, in particolare verso ‘l’industria dei beni di lusso’. L'organizzazione della trasmissione del mestiere e l'acquisizione del know-how furono profondamente modificati. Attraverso il progetto MAR.VEN si vuole approfondire e rendere accessibile il quadro normativo di questa grande svolta.

Ben distante dalla mera raccolta di regole "interne", gli statuti contengono la trascrizione delle leggi promulgate dal governo centrale (e in particolare dal Senato di Venezia) riguardanti ogni singola professione. Questi documenti evidenziano quindi non solo la vita "interna" della professione, ma anche l'intera politica economica del governo veneziano.
Il progetto MAR.VEN si concentra sui mestieri che furono al centro di questo sviluppo dell'economia veneziana, e in particolare sulle 'arti' che producono e commercializzano i beni di lusso: le arti della seta, del vetro, dei metalli preziosi (gioiellieri, commercianti di diamanti, orefici, battitori d'oro), delle pellicce, dei profumi e della merceria; così come la stampa e le attività 'artistiche': pittura e scultura.
Si tratta di un vasto e variegato corpus documentario, costituito di diverse migliaia di fogli, conservato presso la Biblioteca del Museo Correr di Venezia. Una delle rare copie degli Statuti dei tessitori veneziani di seta (i samiteri) si trova nella Biblioteca François Villon a Rouen.

L'edizione digitale permetterà, nel caso delle corporazioni antiche (ad esempio i gioiellieri), il confronto degli statuti medievali con quelli d’epoca moderna, e, per quelle fondate nel corso del XVI secolo (ad esempio gli stampatori), la loro evoluzione plurisecolare.

  • Responsabile scientifico: prof. Anna Bellavitis (Université de Rouen-Normandie)
  • Finanziamento: RIN (Réseau d’Intérêt Normand, Région Normandie)
  • Anni: 2019-2021
  • Per maggiori informazioni: http://irihs.univ-rouen.fr/fr/projet/marven

PICTOR. Le métier de peintre en Europe à la Renaissance

Il progetto PICTOR riunisce un’équipe di studiosi francesi, svizzeri, italiani, spagnoli e belgi. A partire dall'analisi di un vasto corpus documentario, il progetto si propone di studiare, in prospettiva comparativa, il mestiere del pittore nell’Europa del Rinascimento attraverso quattro distinti assi di ricerca.

I documenti presi in esame (delibere, verbali dei collegi/gilde e confraternite) menzionano al loro interno numerosi maestri e danno un'idea precisa del numero di pittori presenti in una città in una dato momento storico. Essi forniscono altresì precise informazioni sulle loro origini e provenienze geografiche, gettando luce sulle logiche della migrazione degli artisti nell’Europa occidentale d’epoca moderna.
Le città selezionate toccano diversi contesti nazionali, il che permetterà di andare oltre i dati frammentati degli studi locali o provinciali. Ciò consentirà di individuare la logica della circolazione degli artisti su larga scala, permettendo di delineare un primo atlante storico delle migrazioni dei pittori nel XVI secolo.
Lo studio del network, ormai consolidato nella ricerca storica, dovrebbe mettere in evidenza i principi circolatori, le grandi correnti che attraversarono l'Europa occidentale, le logiche di solidarietà che possono presiedere a questi movimenti, etc. Il confronto dei dati provenienti dagli archivi delle corporazioni, dei collegi e delle confraternite permetterà di capire se queste strutture organizzative tradizionali ebbero un ruolo attivo, o al contrario inibirono qualsiasi forma di circolazione erigendo regole protezionistiche atte a limitare l’insediamento di pittori stranieri.

Il corpus individuato raccoglie numerose informazioni riguardanti le norme professionali: ordinanze, statuti, privilegi. Questo asse di ricerca si propone di analizzare criticamente l’inquadramento giuridico in cui operano i pittori.
L'obiettivo è quello di allontanarsi da una visione individualista dell’artista – a lungo prevalente nella storia dell'arte del XVI secolo – nell’ottica di recuperare la natura intrinsecamente istituzionalizzata e collettiva della loro attività.
In particolare, ci si concentrerà sull'identificazione degli ambiti in cui gli artisti si muovevano (sfere di attività), le relazioni tra individui e organizzazioni e relativi dispositivi (giuridici, tecnici, organizzativi, etc.). Alcune di questi aspetti hanno una dimensione locale, altri si sviluppano in contesti di più ampio respiro, secondo un complesso gioco di scala che le tradizioni storiografiche nazionali hanno logicamente teso a trascurare e che occorrerà pertanto approfondire.

Gli archivi dei collegi, delle corporazioni e delle confraternite contengono una grande quantità di dati sulla formazione dei pittori.
Si tratterà di comparare le possibili "tradizioni" fra i diversi statuti giuridici connessi con la formazione - apprendistato, abilitazione al ruolo di maestro, lavoranzia - e nei contenuti - gli insegnamenti dispensati, quale ad esempio il disegno; si tenterà di individuare i possibili sviluppi in un periodo chiave della storia della pittura - la rinascenza del XVI secolo - a lungo considerato come un momento di rottura rispetto alle prassi tradizionali dell'apprendistato nella professione pittorica, incarnando un’alternativa rispetto allo schema artigianale di riproduzione del gesto magistrale.
Anche qui, l'approccio comparativo permetterà di tracciare una sorta di cartografia dei contenuti della formazione, ponendo a confronto diverse città europee.

I fondi selezionati contengono molti atti relativi alla pratica del mestiere, riguardanti in particolare la distinzione di singole specializzazioni - pittore su tela, pittore di pale d'altare, pittore su vetro, ecc.
La dimensione europea dell’indagine, congiuntamente al lungo periodo preso in esame, permetterà di comprendere le modalità, le pratiche e la loro possibile evoluzione. La prospettiva è quella di uno studio sul bagaglio di conoscenze e competenze dei pittori nel XVI secolo, attraverso cui vagliare l’effettiva esistenza di un "rinascimento", che si traduca in un'evoluzione dei saperi, dei metodi e delle tecniche artistiche.

  • Comitato scientifico:

    • Mariano Carbonell, Universitat Autònoma de Barcelona
    • Jesús Criado Mainar, Universidad de Zaragoza
    • Frédéric Elsig, Université de Genève
    • Michel Hochmann, École pratique des Hautes Études
    • Guy-Michel Leproux, École pratique des Hautes Études
    • Julien Lugand, Université Perpignan Via Domitia
    • Audrey Nassieu Maupas, École pratique des Hautes Études

  • Finanziamenti: Ville de Paris e École française de Rome.
  • Anni: 2016-2019
  • Per maggiori informazioni: https://pictor.hypotheses.org

«Processetti». Mariage et mobilité à Venise (fin XVIe-XVIIIe siècle)

Questo progetto di ricerca storica esamina le interazioni tra un istituto e una pratica: da un lato il matrimonio, sacramento della Chiesa cattolica e tappa fondamentale per la definizione professionale e l’inclusione sociale; dall’altra, la mobilità, considerata nella sua duplice accezione spaziale e sociale.

Il campo di indagine è la Venezia d’età moderna, che alla fine del XVI secolo era una metropoli con oltre 150.000 abitanti e insieme una città-mondo, la cui popolazione proveniva da tutto il bacino mediterraneo e dai paesi transalpini. In questo senso, essa costituisce un osservatorio privilegiato per lo studio dei matrimoni interconfessionali, tra ‘forestieri’ e tra nativi e immigrati.

Il progetto si basa su una ricchissima documentazione: i “processetti matrimoniali”, indagini condotte dalla Chiesa per assicurarsi che i futuri sposi fossero davvero celibi o vedovi. Inizialmente effettuate su persone del cui stato matrimoniale non si era certi, in particolare i non nativi della città, si basavano su audizioni di testimoni riportate in 340 registri tra il 1592 e il 1807. Questa documentazione seriale e diacronica darà luogo a un database collaborativo realizzato a partire dalla piattaforma di hosting di progetti (Geovistory) promossa dalla ditta svizzera Kleiolab. L’analisi della procedura sarà estesa alla penisola italiana e al mondo greco sotto la dominazione veneziana per comprendere meglio la circolazione delle norme e delle pratiche ecclesiastiche.

Lo studio della documentazione sarà anche l’occasione per analizzare il matrimonio come momento chiave di un percorso migratorio e di un processo di inclusione sociale. I “processetti” si prestano infatti a un approccio quantitativo e qualitativo che permette di ricostruire la varietà dei percorsi migratori, ad esempio quelli femminili (di cui resta di rado traccia nelle fonti abitualmente utilizzate). Si esaminerà infine come, al termine di un percorso migratorio, il matrimonio potesse costituire uno strumento di integrazione in una città aperta e cosmopolita, ma comunque segnata dal persistere di barriere giuridiche, religiose e sociali.

  • Responsabile scientifico: Jean-François Chauvard, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne – IHMC
  • Partner istituzionali:

    • LARHRA-CNRS
    • Università degli Studi di Padova
    • École française de Rome
    • École française d’Athènes
    • Università Nazionale Capodistriana di Atene
    • Kleiolab (Svizzera)
    • Jonas Schneider
    • David Knecht
    • Francesco Beretta, LARHRA-CNRS

Altri partecipanti:

  • Anna Athanasouli, Institute of Historical Research - National Hellenic Research Foundation
  • Anna Bellavitis, Université de Rouen-Normandie
  • Paola Benussi, Archivio di Stato di Venezia
  • Teresa Bernardi, Università degli Studi di Padova
  • Eleonora Canepari, Université d’Aix-Marseille
  • Andrea Caracausi, Università degli Studi di Padova
  • Jacopo Cossu, ANR-Processetti
  • Davide Drago, ANR-Processetti
  • Katerina Konstantinidou, Università Nazionale Capodistriana di Atene
  • Katerina Korrè, Université ionienne de Corfou
  • Bertrand Marceau, École française de Rome
  • Alfredo Viggiano, Università degli Studi di Padova
  • Francesca Zugno, ANR-Processetti